Italiano

Diritti dei cristiani, Turchia «assediata»

1 Ιανουαρίου 2010

L’appello di Obama a Erdogan, una delegazione ecumenica ad Ankara: pressing per le minoranze
 
Nei giorni scorsi sono avvenuti due fatti significativi rispetto alla situazione delle minoranze religiose in Turchia, in particolare i cristiani. Ad Istanbul, ricordiamolo, vi è la sede del Patriarcato ortodosso, guidato da Bartolomeo I, al quale però il governo turco non riconosce lo status di patriarca “ecumenico”, cioè con valore internazionale.
 
Ricevendo il premier turco Erdogan alla Casa Bianca, Barack Obama ha lanciato un chiaro messaggio di richiesta di maggior tutela della minoranza cristiana nell’ex Impero ottomano, oggi a stragrande maggioranza islamica. 
“Mi sono complimentato con il primo ministro per i passi intrapresi, spesso difficili, nel reintegrare le minoranze religiose ed etniche nel promesso politico e democratico turco” ha detto Obama durante il breafing con la stampa.
 
E ha poi proseguito: “Ho indicato al primo ministro che noi vogliamo appoggiare per quanto possibili i passi ulteriori che lui potrà intraprendere, ad esempio assicurando la continuazione del Seminario Halki (un istituto teologico al momento chiuso in Turchia, ndr) e prestando attenzione ai bisogni vitali della continuità del patriarcato ecumenico all’interno della Turchia”.
 
Probabilmente, dietro a questa richiesta di Obama, vi è anche la visita che lo stesso Bartolomeo I fece ai primi di novembre alla Casa Bianca. In quell’occasione il patriarca – in un tour molto “mediatico” negli Usa: parlò in diversi centri accademici, venne ricevuto dalle massime cariche americane, Nancy Pelosi in testa – lodò Obama per il suo impegno sul fronte ambientale e si sentì ricambiare i complimenti per la sua attenzione “verde”.
 
Intanto nei giorni scorsi una delegazione del Consiglio ecumenico delle Chiese e della Conferenza delle Chiese europee ha visitato la Turchia incontrando lo stesso Bartolomeo, esponenti della chiesa armena, ortodosso-siriaca e rappresentanti ebrei. Inoltre l’equipe ecumenica si è recata nel monastero di Mor Gabriel, di recente al centro di una disputa (vinta) di terreni con lo Stato.
 
La delegazione ha accolto le questioni principali inerenti alla libertà religiosa della minoranza cristiana (soprattutto le restrizioni in materia di proprietà di diverse chiese), facendone eco con alcune autorità statali incontrate, tra cui il vice-Premier Bülent Arınç.
 
In particolare, oltre alle questioni “patriarcato” e “seminario Halki”, la Chies armene lamenta la negligenza dello Stato verso il patrimonio religioso e culturale cristiano in Turchia.

Clicca qui per leggere il resoconto dell’incontro Obama-Erdogan.

Clicca qui per leggere la sintesi del faccia a faccia tra Obama e Bartolomeo.
 
Clicca qui per consultare una scheda sulla situazione cristiana in Turchia.
(L.F.)

http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=1941#